Dalla spesa al resto
I buoni pasto sono soldi veri, ma non si comportano come contanti: al supermercato ci sono regole su cosa si può comprare, come si pagano le eccedenze e cosa succede quando la spesa non è un multiplo esatto del tuo taglio. Questa guida ti spiega il flusso completo in cassa e come prepararti in due minuti con l'app.
I buoni pasto servono per l'alimentazione: supermercati, paninoteche, ristoranti e in genere i punti vendita convenzionati. Non coprono articoli non alimentari (detergenti e cosmetici dipendono dal negoziatore), carburanti, farmaci o servizi. Se metti in carrello prodotti esclusi, la cassa li farà pagare a parte.
A differenza dei contanti, il buono pasto non dà resto: se la spesa è 23,80 € e hai solo buoni da 8 €, usi 3 buoni (24 € di valore) — ma non recuperi i 20 centesimi, perché il buono si «consuma» per intero. Con 2 buoni (16 €) invece paghi 7,80 € di integrazione. Scegliere il numero giusto di buoni è esattamente il calcolo che fa l'app per te.
Molti supermercati accettano buoni pasto elettronici per la spesa online: selezioni «buoni pasto» tra i metodi di pagamento e inserisci il codice della carta. I cartacei in genere non sono accettati online. Il limite dei buoni elettronici è l'importo giornaliero del circuito, non i 7,74 € della franchigia fiscale.
Il modo più intelligente di usare i buoni è portare la spesa (o una parte di essa) a un multiplo esatto del tuo taglio: con buoni da 9,29 €, una spesa da 46,45 € si chiude con 5 buoni zero contanti. L'app ti mostra la distanza dal multiplo più vicino mentre fai la spesa: quando il residuo scende sotto la cifra che vuoi spendere, hai chiuso.